Specie: Opuntia ficus-indica (L.) Mill.
Famiglia: Cactaceae
Origine: Messico
Nome comune: Fico d’India
Descrizione: Pianta succulenta alta fino a 5 m che con l’età forma un tronco robusto.
Articolazioni appiattite, da strettamente ellittiche a ovate, di dimensioni variabili, lunghe 30-60 cm e larghe 6-12 cm, abbastanza spesse, di colore verde-glauco; areole da piccole a grandi, rilevate e lanose, con 3-6 spine. Le foglie, se sviluppate, sono minute, subulate e precocemente caduche. Fiori lunghi circa 7 cm con segmenti petaloidi gialli o arancioni. Frutti ellissoidali, lunghi circa 7 cm, rossastri, succulenti, commestibili. Semi lunghi circa 5 mm. Il fico d’india è una pianta xerofila ed eliofila. Richiede irrigazioni minime se non nulle, grazie ai cladodi che sono ricoperti da una spessa cuticola cerosa e al parenchima che è costituito da strati di cellule che fungono da riserva d’acqua. Richiede temperature superiori a 0 °C; temperature invernali prolungate al di sotto di 0 °C, pur non costituendo un fattore limitante, deprimono l’attività vegetativa. È una pianta molto adattabile alle diverse condizioni pedologiche. Il nome del genere era quello di una pianta conosciuta dagli antichi romani che è stato attribuito a questa specie; l’attributo specifico si riferisce ai frutti commestibili e all’origine americana. I cladodi sono utilizzati come alimento per il bestiame e anche per l’uomo. Nell’antichità le popolazioni del Centro America la consideravano pianta sacra con forti valori simbolici.